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Fortune alterne per ZSC Lions e Berna

News

Nel loro esordio nella European Trophy le squadre elvetiche impegnate hanno avuto fortune alterne: vittoria del Berna per 4-1 sul Tappara Tampere con reti di Furrer, Vigier, Dubè e Neuenschwander. Sconfitti invece i ZSC Lions per 5-4 dal TPS Turku. In rete per la squadra di Colin Muller: Ambühl (doppietta), Wichser e Krutov.


Prossimi incontri, venerdì 13 agosto:

18h30 TPS Turku - SC Bern
18h30 Oulun Kärpät - ZSC Lions
 

Ambrì sconfitto

Preseason

Ambrì - Kosice 4:5

Reti: 10’08 Homer (Tabacek, Miklik, esp. Westrum) 0-1; 15’05 Lehoux (Kariya, Meier, esp. Homer) 1-1; 17’45 Miklik 1-2; 23’55 Grman (Pasek) 1-3; 38’09 Lehoux (Kariya, esp. Brunner e Sterbak) 2-3; 38’40 Duca (Westrum, Bundi, esp. Brunner e Sterbak) 3-3; 51’11 Bartos (Tabacek, Homer, esp. Lehoux e Duca) 3-4; 51’56 Hascak (Tomik, esp. Lehoux) 3-5; 57’40 Kutlak (Karyia,esp. Slimak) 4-5.

AMBRÌ: Bäumle; Marghitola, Gautschi; Randegger, Kutlak; Casserini, Bundi; Vassanelli, Kobach; Duca, Westrum, Raffainer; Meier, Lehoux, Karyia; Walker, Hofmann, Demuth; Bianchi, Brunner, Pestoni Arbitri: Mandioni; Küng, Brunner.

 

Il canadese Colby Genoway in prova a Lugano

Mercato

L'Hockey Club Lugano ha il piacere di annunciare l'arrivo, a titolo di prova, dell'attaccante canadese Colby Genoway.

L'intento della società è quello di dare ulteriore sostanza alla rosa a disposizione dello staff tecnico per trovare l'amalgama ideale tra le linee offensive.

Genoway è un'ala destra che può occupare all'occorrenza anche il ruolo di centro.

Se il giocatore riuscirà a guadagnarsi la fiducia dello staff tecnico, dovrebbe rimanere a Lugano fino al 15 ottobre prima di rientrare presso il suo club di appartenenza, l'Ilves Tampere del massimo campionato finlandese. L'Hockey Club Lugano può far valere un'opzione entro il 30 settembre per mettere sotto contratto Genoway anche per il prosieguo della stagione.

Il ventisettenne sarà a disposizione già a partire dal campo di allenamento che la prima squadra sosterrà ad Arosa tra il 16 e il 21 agosto.

In Finlandia è considerato come un ottimo giocatore polivalente e un leader nel suo ruolo. A livello universitario Genoway ha militato nella squadra dell'Università del Nord Dakota al fianco di Brady Murray.

 

Juraj Simek in AHL

Mercato

Juraj Simek torna in AHL, il 22enne attaccante ha siglato un accordo two-way della durata di una stagione con l'organizzazione dei Tampa Bay Lightnings. Simek aveva sottoscritto lo scorso giugno un contratto try-out con la Dinamo Riga in KHL, in seguito alla preparazione ha disputato solamente due amichevoli non convincendo i dirigenti lettoni che lo hanno liberato immediatamente permettendogli di tornare in nordamerica.
Lo svizzero di origine slovacche giocherà però in AHL con i Norfolk Admirals con i quali nelle ultime due stagioni ha messo a segno 30 reti e 28 assist in 158 partite.

 

Vicky Mantegazza lancia un appello ai tifosi

Interviste

Da ticinonews.ch:

Tra i tifosi bianconeri si sente scetticismo e rassegnazione…
“Si, lo sento anch’io, purtroppo. E posso anche capirlo, viste le ultime deludenti stagioni. Ma è proprio in questi momenti che bisognerebbe stare ancora più vicini al club e dimostrare attaccamento ai colori della società”.

Come a Friborgo?
“Come a Friborgo, esatto, ma anche come ad Ambrì. Malgrado una stagione difficilissima il Gotteron ha comunque venduto tutte le tessere. E l’Ambrì sta in piedi grazie ai soldi versati dai tifosi”.

E come si spiega?
“E’ una questione di cultura hockeystica”.

In settant’anni a Lugano non s’è formata?
“Si, si è formata. Ma è anche vero che negli ultimi anni i tifosi bianconeri sono stati abituati talmente bene che ormai hanno il palato un po’ troppo raffinato”.

E così la pista si riempie solo nei derby e nei playoff…
“Esattamente. E questo non va bene. Anche perché per fare uno squadrone abbiamo bisogno di vendere abbonamenti e biglietti. Non si può andare avanti così all’infinito: con la mia famiglia, e pochi altri finanziatori, a coprire il buco anno dopo anno”.

Ci sono tifosi che reclamano. Altri che non comprano tessere e biglietti. Però uno come Metropolit lo vogliono un po’ tutti…
“Appunto. Ma Metropolit fa assonanza con Monopoli. E di giocatori attaccati alla maglia, mi spiace, ma ne rimangono veramente pochi. E quelli con certe statistiche si pagano molto cari. E per chiudere il discorso aggiungo che noi ora abbiamo una nuova filosofia: vogliamo solo giocatori che tengono più al nome che hanno sul davanti della maglia, rispetto a quello che portano sul retro”.

Insomma: bisogna giocare per il club e non per sé stessi. Roland Habisreutinger l’ha detto chiaramente. Prima di tutto viene la squadra. Ma gli lascerete il tempo di lavorare, e anche di perdere, per crescere?
“Sicuramente. Perché è di questo che abbiamo bisogno. Intendiamoci: si gioca sempre e solo per vincere, ma non abbiano la necessità di tornare subito a vincere il titolo. Sappiamo bene che c’è prima un gruppo da ricostruire. E che noi siamo solo in questa prima fase”.

Con quali obiettivi, dunque?
“Semplicissimo: vogliamo una squadra che lotta e che al contempo diverte il pubblico”.

Huras però in questi giorni dichiara che il Lugano è tra le favorite, assieme al suo Berna e a Servette, Zugo, Davos e Zurigo…
“Larry lo conosciamo bene. E sanno tutti qual è la sua strategia: lui dice che i favoriti sono tutti gli altri. Ma lo fa solo per togliere pressione dalla sua squadra”.

Il Lugano una volta aveva il primo budget del campionato. Ormai da qualche anno non è più così. I tempi sono cambiati…
“Si, ma per il Blick e per tanti appassionati di hockey in Svizzera noi siamo ancora i “Millionarios”. Non conosco esattamente i budget delle altre squadre di Lega Nazionale in vista della prossima stagione, ma noi non siamo certo tra le prime. Berna, Zurigo, Zugo e Kloten hanno un budget più alto del nostro. E se riusciremo a cedere Robitaille anche il Gotteron. Che comunque, calcolando che lo stipendio di Sandy Jeannin è pagato da finanziatori esterni al club, rischia di averne uno maggiore del nostro già così”.

I vostri tifosi hanno capito il perché di questa svolta?
“Credo di si. E ora chiediamo un po’ di pazienza. Vogliamo lavorare in pace, senza troppa pressione. Anche perché bisogna capire che anche nello sport, come nella vita, non si può sempre vincere. Ma posso promettere che ognuno di noi, dal CdA, ai tecnici, ai giocatori, a tutto lo staff stiamo lavorando tantissimo, dando tutto, per ricostruire un team vincente”.

…Vicky Mantegazza che chiede fiducia?
“Pazienza e fiducia”.

Apriamo una parentesi sul mercato. Inizierete la stagione con tre soli stranieri?
“La decisione spetta a Roland Habisreuntinger. E io ho piena fiducia nel nostro DS. Comunque non c’é fretta: l’importante è trovare il giocatore giusto”.

C’é chi dice che “..quel 36enne svizzero-tedesco ha alzato un po’ troppo la cresta…”
“Con le debite proporzioni Roland assomiglia un po’ a Mourinho. E io penso che in un club è importante avere anche una prima donna, che in realtà però non lo è. Uno che ricopre questo ruolo, spostando le attenzioni su di sé, così da permettere alla squadra di lavorare in pace”.

Robitaille potrà scendere in campo nel primo mese se il quarto straniero arriverà solo in ottobre?
“Robitaille per noi è un capitolo chiuso”.

Neanche un mesetto?
“A Lugano non entrerà mai più nello spogliatoio”.

Già che siamo nello spogliatoio. Di Bozon e Bertaggia che mi dice?
“Bozon è alla sua prima esperienza come allenatore di un club di LN, ma col suo carattere molto latino, dunque passionale e aperto, penso che possa fare molto bene. D’altronde per lui il Lugano è l’occasione della vita. E gli faccio i miei più grandi auguri. E Bertaggia, bé… non riesco proprio a capire l’accanimento fuori luogo che alcuni tifosi hanno verso di lui. Il suo lavoro, giorno dopo giorno, è grandioso. E va rispettato. Sentire fischi ogni volta che viene fatto il suo nome fa male a tutto l’ambiente, come pure ai giocatori, ai dirigenti e allo staff. Perché vi garantisco che è amato da tutti. E’ ora di finirla!”

E i tira e molla estivi in salsa russa di Nummy?
“Sono contenta di vederlo ancora con la maglia del Lugano. La scorsa stagione, un po’ in chiaro-scuro, dopo tanti anni ai massimi livelli ci sta tutta. Ora mi aspetto che possa tornare a mostrare il suo reale valore e il suo forte attaccamento ai colori del club”.

Per finire una curiosità: ma perché la Resega si chiama ancora Resega?
“Non è detto che sarà sempre così. E stiamo lavorando perché un domani possa portare i nome di un grande sponsor…”
 
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